Joe Bonamassa in concerto al New Age Club: Storia di un Vero Uomo e della sua Chitarra

Joe bonamassa
27/11 Roncade (Tv). Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Ieri sera però Joe Bonamassa ha indossato un paio di occhiali da sole per tutto il suo concerto, tanto lui l’anima la spara sul pubblico attraverso la fidata chitarra. Arrivo presto, prestissimo, attendendo con ansia uno dei miei idoli musicali. Joe é l’erede di BB King, é il profeta bianco di un filone musicale che forse non ha più motivo di esistere, o che forse in questi giorni ne ha diritto sempre di più. Quello che colpisce come una temporale di mezza estate é che con il blues non si può scherzare: o metti a nudo tutto te stesso oppure sei finito. Joe quindi ieri ha rivissuto sul palco del New Age tutte le debolezze, tutti gli scatti di orgoglio, tutte le ricadute che si sono accavallate nella sua vita.
La grande musica questa estate e’ a Piazzola sul Brenta
Quest’anno niente Jammin’ Festival? Chissene, in provincia di Padova in pochi giorni passa gente che ai festival fa il pienone.
Passano anche un certo Marco Carta il 13 giugno, per la gioia del gentil sesso, e, il 25 giugno, “Promemoria”, lo spettacolo di Marco Travaglio sugli ultimi quindici anni di storia italiana, per un pubblico ben diverso. Gli assi nella manica della manifestazione arrivano poco dopo: il primo luglio Laura Pausini torna in Veneto per la tranche estiva del suo “Primavera in Anticipo Tour”, il 5 luglio sale in cattedra il “Maestro” Franco Battiato (maestro non va bene? Luminare, guida, da questi appellativi non si scappa), il 6 luglio Moby, accompagnato da una band con “strumenti veri”, mostra quali sono stati i sentieri creativi che ha esplorato in questi ultimi 7 anni di latitanza dal Bel Paese, e sarà un bel sentire…
FIB – FESTIVAL INTERNACIONAL DE BENICASSIM

La line uo del Festival di Benicassim
Gli appassionati aspettano ogni anno l’arrivo della stagione dei grandi festival con la trepidazione di chi spera di vedere, prima o poi, la sua line up perfetta. Noi italiani siamo rimasti orfani del Jammin’ Festival veneziano, un po’ per la mancanza di soldi e un po’ per l’impossibilità di assoldare i grandi nomi in tour quest’estate, quindi non resta che rivolgersi alle manifestazioni d’oltreconfine.
Il Fib Heineken 2009 di sicuro é uno degli eventi musicali più importanti dell’estate europea, qualcosa di veramente speciale. Basta scorrere la lista dei nomi che calcheranno il palcoscenico per sentire profumo di grande rock, di quello capace di far accalcare decine di migliaia di persone che parlano la lingua universale della passione per la musica. Nella cittadina della comunità valenciana, sul mare, si incroceranno stili e strumenti, partendo dal brit pop inossidabile degli Oasis il 16 luglio, passando per il post grunge malinconico e potente dei Kings of Leon il 17 luglio, scoprendo l’ecletticità che contraddistingue i Franz Ferdinand il 18 luglio, per poi concludere in bellezza con la band dell’anno, che ha virato verso un rock più tendente all’elettronica e che sta vivendo un’esplosione di consensi in mezzo mondo: i The Killers, il 19 luglio.
Afterhours in Concerto: il Vostro Reporter Prima si Arrabbia e poi Lecca l’adrenalina

Gli Afterhours al Velvet
22/11 – Rimini. Sarò sincero: non chiedetemi di essere imparziale perché sarò parzialissimo. Non chiedetemi di lasciare fuori dalla porta la passione per gli Afterhours perché mi rientra dalla finestra senza controllo. La band di Manuel Agnelli è una scoperta degli ultimi mesi, è un’infatuazione di quelle ancora al primo stadio, quando la razionalità non è ancora arrivata ad annacquare l’istinto.
Salto in macchina dal veneziano con la curiosità di vedere se di lì a poco, al Velvet di Rimini, le mie aspettative saranno deluse o meno, una sorta di “primo appuntamento” con il gruppo milanese. Di pubblico non ce n’è tantissimo, quindi mi metto vicino al palco chiedendomi quale canzone aspetto di cantare più delle altre. Conclusione: tutte. Con una mezz’ora di ritardo le luci si spengono e dall’oscurità esce Manuel, camicia nera, pantaloni neri, capelli neri, imbracciando una chitarra acustica con fare sbrigativo. Si pianta davanti al microfono ed inizia la sottile nenia dell’intro di “You Know You’re Right” dei Nirvana: sottovoce, quasi sussurrando “I will never bother you/I will never promise to/I will never follow you /I will never bother you”… Ma il pubblico non esiste, è la condizione di chi, da solo su un palco, combatte con i propri demoni ad occhi chiusi. Canta per lui, solo per lui Manuel, per trovare un ordine in quella battaglia che ad ogni concerto si rinnova. Poi l’urlo “yeeee… yeeee… You Know You’re Right, You Know You’re Right” ripetuto all’infinito porta tutti a toccare l’essenza del rock. Chitarra, voce, rabbia e fanculo a tutto il resto.
Giorgia in tour col suo “Spirito Libero” a maggio

Giorgia in tour a maggio
Si può essere scontati dicendo che Giorgia è la voce migliore che abbiamo in Italia, certamente, ma che ci possiamo fare. Se poi questo usignolo si mette in testa di riassumere nel triplo cd “Spirito Libero – Viaggi di Voce 1992-2008” i suoi primi 15 anni di carriera non ce n’è più per nessuno, perché il suo è uno stile che non si è fossilizzato su di un genere, ma ha continuato a svolazzare fra il pop, il soul, il jazz, il blues, in un percorso che ha avuto mezzi passi falsi e tanti trionfi. Il suo rapporto con il pubblico è stretto e caloroso, aiutato da quella simpatia romanesca che la rende meno irraggiungibile.
Il Disco dell’anno é di Le Luci della Centrale Elettrica

Vasco Brondi
Bello, bello, bello. Potremmo fermarci pure qua nel descrivere “Canzoni da Spiaggia Deturpata”. Invece non si può stare zitti, perché il talento di Vasco Brondi é puro e, sfregiando se stesso, sfregia anche tutti gli altri. Ferrara é la sua culla, la centrale elettrica della città la sua musa. Questo post-adolescente disincantato ha uno stile visionario, fuma tante sigarette e vomita nei suoi testi la coscienza avvelenata dell’umanità che lo circonda. Un’umanità che sa dell’asfalto grezzo delle nostre periferie. Bel modo di raccontare “questi cazzo di anni zero”.
“Little” Louie Vega all’Urban Klub

"Little" Loie Vega all'Urban Klub
E’ probabilmente uno dei più influenti pionieri dell’house music, “piccolo” solo di statura. Le influenze musicali dei genitori (jazz e latinoamericano) e quelle dell’infanzia (hip hop) si sono inserite come stalattiti nel suo sound, portandolo ad essere una guida da seguire fra i dancefloor mondiali. Madonna, Michael Jackson, Lisa Stanfield, la lista é lunga, si sono rivolti a lui per remixare i loro successi, mettendosi nelle mani di un predicatore che fa dell’eclettismo il suo marchio di fabbrica, mescolando nel mixer l’hip hop con la house, il jazz con il latin roots. Gli ingredienti sembrano inconciliabili, il risultato é una leccornia che va gustata all‘Urban Klub.
01/06 Castelfranco Veneto (Tv) – Urban Klub
GLI INGLESI LADYTRON IN ITALIA PER DUE DATE

I Ladytron
Il quartetto di Liverpool ha vissuto sempre nell’occhio del ciclone senza mai scomporsi più di tanto. Si rifanno con rispetto ai favolosi anni ’80, all’electo pop dei maestri Depeche Mode, tentando di non farsi ingabbiare dal morbo della citazione e di creare un sound proprio. L’ultimo album “Velocifero” ha territori melodici più scuri, un letto sonoro più spesso rispetto al passato, lasciando comunque spazio alle melodie canticchiabili di Helen Marnie e Mira Aroyo a ritrovare l’equilibrio. Erano partiti a razzo con il singolo “Blue Jeans”, poi hanno continuato a sperimentare dividendo fan e pubblico. Un gruppo che non rimane mai fedele a se stesso, in questo caso parliamo di una grande qualità.
22/05 Roncade (Tv) – New Age Club
23/05 Torino – Hiroshima Mon Amour
GLI EDITORS IN CONCERTO A FERRARA

Gli Editors
In attesa del loro nuovo album in uscita ad ottobre, gli Editors si regalano una data in Piazza Castello a Ferrara per la manifestazione Ferrara sotto le Stelle. Questo gruppo inglese si caratterizza per un tono cupo e corrucciato, tanto che sono considerati la risposta inglese agli Interpol, ma le loro radici guardano con riverenza anche agli U2 prima maniera. Ritmi ossessivi fanno da contraltare a ritornelli incalzanti, in melodie spezzate che ad un tratto si aprono in sfoghi strumentali che allontanano la claustrofobia. “An End Has a Start”, l’ultimo album, ha conquistato la vetta delle chart inglesi, forse perché queste ambientazioni sonore ricalcano quello che é la vita quotidiana di molti: il cupo incedere dell’inerzia. Ci troveremo con loro a fumare “fuori dalla porta dell’ospedale” (come recita il loro singolo).
24/06 Ferrara – Piazza Castello
NICOLA CONTE E IL SUO “RITUALS”

Nicola Conte in tour con "Rituals"
C’é chi pensa che il jazz sia qualcosa da intellettualoidi con la “erre moscia” ed il panciotto. Signore perdonali perché non sanno quello che ascoltano. L’altra radice del jazz, quella non accademica, non in ghingheri, é la libertà di uscire dagli schemi e dialogare con le varie culture musicali del mondo. E’ quello che ha fatto Nicola Conte con l’ultimo album “Rituals”, in cui trovano spazio, fra gli altri, il crooner José James, un fuoriclasse come Till Bronner e la voce di Chiara Civello. E’ un disco intriso di anni ’60, di cultura cinematografica, letteraria e di passione per il Brasile, ma la sua forza risiede nella contaminazione fra tradizione e modernità. Il panciotto lo lasciamo a chi non ha il coraggio di sorprendersi più.
MORGAN IN TOUR

Morgan
Lasciamo perdere quello che Morgan é come personaggio televisivo (comunque una figura rara da trovare nei teleschermi, e per questo meritevole). Parliamo del Morgan musicista, quello che, con i Bluvertigo, era dieci anni avanti rispetto agli altri (forse per questo il gruppo non ha sfondato fino in fondo). Ora, con “Italian Songbook, vol. I”, si é lasciato andare al suo amore dichiarato per la prima generazione dei nostri cantautori, riarraggiandone i capolavori. Un primo capitolo esempio di stile, con l’obiettivo di far ricantare le stesse parole che Paoli, Bindi, Endrigo o Modugno avevano portato al successo nei decenni addietro, prima di essere dimenticate. Poco da dire: senza la polvere del tempo questi testi splendono ancora di luce propria.
FOCUS: LA SECONDA GIORNATA DEL ROCK IN IDRO

Il Logo della 3° edizione del Rock in Idro
La seconda giornata del festival milanese Rock in Idro é contraddistinta dai ritorni eccellenti. Sfizioso quello dei Limp Bizkit, in formazione originale, per capire se Fred Durst sarà capace di far tornare indietro il tempo, quando il nu metal colonizzava etere e tv musicali. Storico quello dei Faith No More, che hanno tirato fuori dalla loro carriera un miscuglio di chitarre distorte, ritornelli pop orecchiabili, rap, batterie a doppio pedale ancora oggi modernissimo. Atteso quello dei Lacuna Coil, con il loro nuovo album “Shallow Life”, gruppo che all’estero ha trovato la sua Terra Promessa, mentre troppo spesso in Italia viene ricordato solo per la bellezza della “frontwoman” Cristina Scabbia (non certo una cozza).
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